PLASTICHE E MATERIALI NON POROSI

Vi sono diversi metodi normati per testare la resistenza a batteri e funghi o l’effetto microbicida di plastiche e materiali non porosi; in particolare siamo accreditati per la norma ISO 22196 / JIS Z 2801 e per ISO 846

Tra i metodi normati per i test di attività antimicrobica applichiamo correntemente:

 

  • ISO 22196 / JIS Z 2801 - Misurazione dell’attività antibatterica su plastiche e altre superfici non porose (metodo accreditato Accredia)

Si applica ai più diversi materiali che si suppone abbiano attività antimicrobica e fornisce una misura quantitativa dell’efficacia di tale attività. La quantità di batteri con cui si inocula il campione di materiale viene calcolata all’inizio del test, e successivamente al periodo di contatto con il campione.  Il confronto delle due quantità fornisce un indice percentuale (R) di efficacia del materiale antimicrobico.

Tra i metodi per testare la resistenza ai microrganismi:

  • UNI EN ISO 846 - Valutazione dell’azione dei microorganismi (metodo accreditato Accredia)
La prova consiste nell’esposizione di provini di materia plastica all’azione di determinati ceppi di prova sia di batteri che di funghi (o, nel caso di prove per interramento, all'azione di un terreno microbiologicamente attivo) in condizioni specifiche di tempo, temperatura e di umidità.

Il metodo ISO 846 è parte importante della linea guida VDI 6022, il che lo rende necessario per la cetificazione VDI 6022 dei sistemi HVAC. La certificazione di un sistema HVAC ai sensi della norma VDI 6022 assicura la sua conformità ai più stringenti requisiti igienici del settore. 

  • ISO 16869 - Plastiche – accertamento dell’efficacia di composti fungistatici in formulazione plastiche
  • ASTM G21-96 - Determinazione della resistenza ai funghi di materiali polimerici sintetici

Dimostrano se e quanto un materiale sia protetto da possibili attacchi fungini (muffe e lieviti), tramite una valutazione di tipo visivo sulla crescita fungina.

 

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