CORONAVIRUS COVID-19: COME CAMBIANO LE MODALITÀ DI LAVORO E I DPI

Ragazza che indossa la mascherina contro il covid19

A seguito dalla pandemia legata al nuovo coronavirus Covid-19, molte attività produttive e luoghi di lavoro sono stati chiusi per affrontare l’emergenza; la cosiddetta “Fase 1”.
Ora però si avvicina la “Fase 2”, cioè il momento in cui gradualmente le aziende riprenderanno le attività, anche se con procedure e protocolli molto diversi da quelli a cui erano abituate.

Dato che si sono susseguite molte ordinanze della Presidenza dei Consigli dei Ministri, riteniamo sia utile fare chiarezza sui cambiamenti in atto che interessano le modalità di fruizione degli ambienti di lavoro.
 

Partiamo dall'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che raccomanda una sorta di vademecum in sei punti per riaprire:
a) la trasmissione del contagio deve essere "controllata";
b) le capacità del sistema sanitario devono essere in grado di "rilevare, testare, isolare e trattare ogni caso e rintracciare ogni contatto";
c) i rischi di epidemia devono essere "ridotti al minimo in contesti speciali quali le strutture sanitarie e le case di cura";
d) vanno messe in atto "misure preventive nei luoghi di lavoro, nelle scuole e in altri luoghi in cui è essenziale che le persone vadano;
e) i rischi di importazione di contagio devono essere gestiti;
f) le comunità devono essere pienamente istruite, impegnate e autorizzate ad adeguarsi alla 'nuova norma'.

 

Facciamo ora il punto della situazione in Italia, in particolare per le misure da attuare nei luoghi di lavoro.
Le indicazioni che andremo ad esporre sono presenti nel Protocollo di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, del 14 marzo 2020.

Il Protocollo è stato sottoscritto tra le Parti sociali (sindacati dei lavoratori e rappresentanti delle imprese), su invito del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute.

Si tratta dunque di un documento estremamente importante, perché tiene conto di quanto emanato dal Ministero della Salute, e contiene linee guida condivise tra le Parti, per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio.

I 13 punti di cui si compone il protocollo sono i seguenti:

1 – Informazione
2 – Modalità di ingresso in azienda
3 - Modalità di accesso dei fornitori esterni
4 - Pulizia e sanificazione in azienda
5 - Precauzioni igieniche personali
6 - Dispositivi di protezione individuale (DPI)
7 - Gestione spazi comuni
8 - Organizzazione aziendale
9 - Gestione entrata e uscita dei dipendenti
10 - Spostamenti interni, riunioni, eventi interni e riunioni
11 - Gestione di una persona sintomatica in azienda
12 - Sorveglianza sanitaria/medico competente/RLS
13 - Aggiornamento del protocollo di regolamentazione
 

1 - Informazione

L’azienda, attraverso le modalità più idonee ed efficaci, informa tutti i lavoratori e chiunque entri in azienda circa le disposizioni delle Autorità, consegnando e/o affiggendo all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali, appositi depliants informativi.

In particolare, le informazioni riguardano:

- l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria;

- la consapevolezza e l’accettazione del fatto di non poter fare ingresso o di poter permanere in azienda e di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc.) in cui i provvedimenti dell’Autorità impongono di informare il medico di famiglia e l’Autorità sanitaria e di rimanere al proprio domicilio;

- l’impegno a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in azienda (in particolare, mantenere la distanza di sicurezza, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene);

- l’impegno a informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti.

 

2 – Modalità di ingresso in azienda

- Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherine, non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni.

- Il datore di lavoro informa preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS.

- Per questi casi si fa riferimento al Decreto legge 6 del 23/02/2020, art. 1, lett. h) e i).

 

3 - Modalità di accesso dei fornitori esterni

- Per l’accesso di fornitori esterni individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale in forza nei reparti/uffici coinvolti.

- Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo dei propri mezzi: non è consentito l’accesso agli uffici per nessun motivo. Per le necessarie attività di approntamento delle attività di carico e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla rigorosa distanza di un metro.

- Per fornitori/trasportatori e/o altro personale esterno individuare/installare servizi igienici dedicati, prevedere il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e garantire una adeguata pulizia giornaliera.

- Va ridotto, per quanto possibile, l’accesso ai visitatori. Qualora fosse necessario l’ingresso di visitatori esterni (impresa di pulizie, manutenzione…), gli stessi dovranno sottostare a tutte le regole aziendali, ivi comprese quelle per l’accesso ai locali aziendali di cui al precedente paragrafo.

- Ove presente un servizio di trasporto organizzato dall’azienda va garantita e rispettata la sicurezza dei lavoratori lungo ogni spostamento.

- Le norme del presente Protocollo si estendono alle aziende in appalto che possono organizzare sedi e cantieri permanenti e provvisori all’interno dei siti e delle aree produttive.

 

4 - Pulizia e sanificazione in azienda

- L’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago.

- Nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione.

- Occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi.

- L’azienda, in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute secondo le modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga).

 

5 - Precauzioni igieniche personali

- E’ obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani.

- L’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani.

- E’ raccomandata la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone.

 

6 - Dispositivi di protezione individuale (DPI)

L’adozione delle misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale indicati nel presente Protocollo di Regolamentazione è fondamentale e, vista l’attuale situazione di emergenza, è evidentemente legata alla disponibilità in commercio.

Per questi motivi:

1. le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità;

2. data la situazione di emergenza, in caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria;

3. è favorita la preparazione da parte dell’azienda del liquido detergente secondo le indicazioni dell’OMS.

Qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.

 

7 - Gestione spazi comuni

L’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi, è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone che li occupano.

- Occorre provvedere alla organizzazione degli spazi e alla sanificazione degli spogliatoi per lasciare nella disponibilità dei lavoratori luoghi per il deposito degli indumenti da lavoro e garantire loro idonee condizioni igieniche.

- Occorre garantire la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack.

 

8 - Organizzazione aziendale

In riferimento al DPCM 11 marzo 2020, punto 7, limitatamente al periodo della emergenza dovuta al COVID-19, le imprese potranno:

- disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza.

- si può procedere ad una rimodulazione dei livelli produttivi.

- assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili;

- utilizzare lo smart working per tutte quelle attività che possono essere svolte presso il domicilio o a distanza; nel caso vengano utilizzati ammortizzatori sociali, anche in deroga, valutare sempre la possibilità di assicurare che gli stessi riguardino l’intera compagine aziendale, se del caso anche con opportune rotazioni:

- utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali disponibili nel rispetto degli istituti contrattuali (par, rol, banca ore) generalmente finalizzati a consentire l’astensione dal lavoro senza perdita della retribuzione:

si potranno utilizzare i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti, qualora l’utilizzo degli istituti non risulti sufficiente.

Sono sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordate o organizzate.

 

9 - Gestione entrata e uscita dei dipendenti

- Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa).

- Dove è possibile, occorre dedicare una porta di entrata e una porta di uscita da questi locali e garantire la presenza di detergenti segnalati da apposite indicazioni.

 

10 - Spostamenti interni, riunioni, eventi interni e riunioni

- Gli spostamenti all’interno del sito aziendale devono essere limitati al minimo indispensabile e nel rispetto delle indicazioni aziendali.

- Non sono consentite le riunioni in presenza. Laddove le stesse fossero connotate dal carattere della necessità e urgenza, nell’impossibilità di collegamento a distanza, dovrà essere ridotta al minimo la partecipazione necessaria e, comunque, dovranno essere garantiti il distanziamento interpersonale e un’adeguata pulizia/areazione dei locali.

- Sono sospesi e annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in aula, anche obbligatoria, anche se già organizzati; è comunque possibile, qualora l’organizzazione aziendale lo permetta, effettuare la formazione a distanza, anche per i lavoratori in smart work.

- Il mancato completamento dell’aggiornamento della formazione professionale e/o abilitante entro i termini previsti per tutti i ruoli/funzioni aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dovuto all’emergenza in corso e quindi per causa di forza maggiore, non comporta l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione (a titolo esemplificativo: l’addetto all’emergenza, sia antincendio, sia primo soccorso, può continuare ad intervenire in caso di necessità; il carrellista può continuare ad operare come carrellista).

 

11 - Gestione di una persona sintomatica in azienda

- Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria quali la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e a quello degli altri presenti dai locali, l’azienda procede immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute.

- L’azienda collabora con le Autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti” di una persona presente in azienda che sia stata riscontrata positiva al tampone COVID-19. Ciò al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena. Nel periodo dell’indagine, l’azienda potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente lo stabilimento, secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria.

 

12 - Sorveglianza sanitaria / medico competente / RLS

- La sorveglianza sanitaria deve proseguire rispettando le misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della Salute (cd. decalogo).

- Vanno privilegiate, in questo periodo, le visite preventive, le visite a richiesta e le visite da rientro da malattia.

- La sorveglianza sanitaria periodica non va interrotta, perché rappresenta una ulteriore misura di prevenzione di carattere generale: sia perché può intercettare possibili casi e sintomi sospetti del contagio, sia per l’informazione e la formazione che il medico competente può fornire ai lavoratori per evitare la diffusione del contagio.

- Nell’integrare e proporre tutte le misure di regolamentazione legate al COVID-19 il medico competente collabora con il datore di lavoro e le RLS/RLST.

- Il medico competente segnala all’azienda situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti e l’azienda provvede alla loro tutela nel rispetto della privacy. Il medico competente applicherà le indicazioni delle Autorità Sanitarie.

 

13 – Aggiornamento del protocollo di regolamentazione

È costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS.

 

Oltre ai 13 punti del Protocollo,  è bene ricordare anche il modo corretto di utilizzare i DPI

La grandezza del coronavirus, si va da 0,06 a 0,12 micron (60 – 120 nm).

Ma come si fa a capire se una mascherina, effettivamente, ‘blocca’ il coronavirus? Occorre fare degli accurati test in laboratorio, con protocolli rigidissimi. Questo consente di classificare i dispositivi di protezione in base alla capacità di filtraggio.

Le mascherine protettive in commercio sono di vario tipo:

- mascherine di tipo chirurgico monouso >> non proteggono chi le indossa, ma impediscono al portatore di emettere il proprio aerosol. In altre parole, sono utili per proteggere le altre persone.

- mascherine filtranti di tipo FFP2 o FFP3 >> i filtri di cui sono costituite  impediscono sia di emettere il proprio aerosol nell’aria sia di proteggere se stessi dall’eventuale presenza di virus emesso dalla respirazione altrui, per questo sono  raccomandate in ambito sanitario o sociosanitario o in tutte quelle attività lavorative per le quali si prevede il contatto ravvicinato con pazienti o soggetti potenzialmente infetti, unitamente ad altri dispositivi di protezione quali guanti e occhiali.

La maschera protettiva non può essere usata per più di un turno di lavoro e va sostituita non appena rimossa e/o quando si impregna di umidità. Non bisogna mai toccare la parte filtrante (né all’esterno, né all’interno) ma deve essere maneggiata per gli elastici o i lacci.

L’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale deve essere sempre accompagnato dalle altre misure di igiene quali pulizia e disinfezione delle mani e delle superfici.

Al fine di garantire un uso corretto delle maschere protettive, le indicazioni fornite dal Ministero della Salute e dall’OMS sono le seguenti:

  1. Prima di indossare una mascherina, pulire le mani con una soluzione alcolica o con acqua e sapone;

  2. Nel coprire la bocca e il naso, assicurarsi che non vi siano spazi tra il viso e la mascherina;

  3. Evitare di toccare la mascherina mentre la si utilizza e, se necessario farlo, pulire prima le mani con una soluzione alcolica o con acqua e sapone;

  4. Sostituire la mascherina con una nuova non appena è umida e non riutilizzare quelle monouso;

  5. Per togliere la mascherina: rimuoverla da dietro (senza toccare la parte anteriore); buttarla immediatamente in un contenitore chiuso; pulire le mani con una soluzione alcolica o con acqua e sapone.

Mai come in questo periodo quindi, è necessario tenersi costantemente informati sui provvedimenti adottati dalle Istituzioni.
Vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi.

NOTA
Ad oggi sono in vigore le seguenti disposizioni di legge:

- legge di conversione n. 13 del 5 marzo 2020 del Decreto-Legge n. 6 del 23 febbraio 2020,  D.L. n. 9/2020,  DPCM 1° marzo 2020,  DPCM 4 marzo 2020,  DPCM 8 marzo 2020,  DPCM 9 marzo 2020,  DPCM 11 marzo 2020;

- DL n. 18  del 17 marzo 2020, cd “Cura Italia”;

- “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020”;

- Nota INL del 13 marzo 2020;

- ordinanza Presidenza del Consiglio 646;

- ordinanze del ministro della salute d’intesa con le Regioni interessate;

- ulteriori ordinanze delle Regioni di appartenenza o prefettizie;

- direttiva ministero dell’interno;

- indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, del ministero della Salute (http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus) e dell’Istituto Superiore di Sanità (https://www.iss.it/).

 

Saturday, April 18, 2020

A seguito dalla pandemia legata al nuovo coronavirus Covid-19, molte attività produttive e luoghi di lavoro sono stati chiusi per affrontare l’emergenza; la cosiddetta “Fase 1”.
Ora però si avvicina la “Fase 2”, cioè il momento in cui gradualmente le aziende riprenderanno le attività, anche se con procedure e protocolli molto diversi da quelli a cui erano abituate.

Dato che si sono susseguite molte ordinanze della Presidenza dei Consigli dei Ministri, riteniamo sia utile fare chiarezza sui cambiamenti in atto che interessano le modalità di fruizione degli ambienti di lavoro. 
 

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