RISCHI DA AGENTI MICROBICI, SANIFICAZIONE E TEST

Torniamo a parlare di sanificazione e salubrità degli ambienti perché nei prossimi mesi, per lavorare e vivere in sicurezza, sarà indispensabile conoscere ed adottare le migliori pratiche.

Un nostro precedente articolo (leggi qui) spiegava cosa sia la sanificazione, quali siano le differenze tra pulizia, disinfezione, sanificazione e come venga controllata mediante tamponi superficiali. Un altro, metteva in luce le richieste delle nuove Linee Guida in tempi di Covid-19, le quali stabiliscono che la sanificazione e l’igienizzazione dei locali, dei mezzi di trasporto e dei mezzi di lavoro debba essere appropriata e frequente. (leggi anche qui).

Si è parlato molto di Coronavirus in questi ultimi mesi, ma ricordiamoci che non sono gli unici microrganismi pericolosi per la nostra salute, molti patogeni li ritroviamo anche tra batteri, muffe e altri virus.

Consapevoli di ciò, se vogliamo garantire sicurezza e salubrità delle nostre case e dei luoghi di lavoro, è indispensabile il frequente lavaggio delle mani con saponi o gel igienizzanti da parte delle persone, mentre su materiali e superfici, quali porte, maniglie, vernici, tessuti, utensili da cucina o da lavoro, mezzi di trasporto, computer, ecc. va eseguita una specifica pulizia ed una sanificazione periodica.

 

Che strumenti di difesa abbiamo contro i microorganismi?

Il termine antibatterico o battericida  indica una sostanza (che può essere un antibiotico, un disinfettante o un antisettico) in grado di uccidere o ridurre il proliferare dei batteri con i quali viene in contatto.

Esistono molte sostanze antibatteriche ad azione più o meno mirata (cioè in grado di uccidere più o meno selettivamente soltanto batteri), e la loro scelta dipende dal grado di tossicità che le rende più o meno compatibili con l'utilizzo su esseri viventi.
Tra di esse vi sono:

  • soluzioni diluite a base ipoclorito di sodio (es.: ipoclorito di sodio allo 0,05% - Amukinemed) aggiustate a pH 7-8
  • preparazioni a base di iodio (es.: tintura di iodio, iodopovidone)
  • perossidi (es.: perossido di idrogeno, al 3%)
  • alcooli, con o senza altre sostanze antisettiche, utilizzate principalmente sulla pelle
  • acidi deboli (es.: acido sorbico, acido lattico, acido salicilico)
  • composti fenolici (es.: triclosano)
     

I microorganismi possono danneggiare solo gli esseri viventi o anche i materiali? Quali conseguenze ha il loro proliferare?

I microorganismi inducono il biodeterioramento di un materiale, cioè compromettono le sue proprietà chimiche e/o fisiche. L’azione dei microrganismi sui materiali può essere diretta (il materiale funge da sostanza nutritiva per la crescita di microbi) o indiretta (dovuta all’effetto  dei metaboliti prodotti dai microbi, per esempio scolorimento o deterioramento biochimico).

Un altro strumento molto efficaceper contrastare lo sviluppo di microorganismi è l’aggiunta di additivi antimicrobici o antivirali durante la produzione industriale.L’aggiunta di trattamenti antimicrobici protegge il materiale (vernici, tessuti, cuoio, carta, ecc.) mediante un principio attivo che lo rende resistente alla crescita microbica. Potremmo dire che in questo modo i materiali diventano “autopulenti”: con il vantaggio che si degradano meno e necessitano di minori interventi di igienizzazione.

Come valutare la capacità di resistenza di un materiale dopo un attacco da parte dei ceppi microbici?

test di attività antimicrobica consistono nel sottoporre un campione del materiale in analisi a condizioni controllate di contaminazione da batteri e/o funghi (muffe e lieviti).

La 3A Laboratori conduce  Antibacterial activity test (vedi qui), secondo le più importanti norme tecniche internazionali (ISOASTMAATCC) per testare svariati materiali (plastiche, materiali non porosi, vernici, tessili, carta, cuoio) sotto il profilo della resistenza a funghi e batteri, e per valutarne le proprietà antimicrobiche.

Grazie agli Antibacterial activity test si può inoltre valutare la capacita degli additivi eventualmente utilizzati nella produzione industriale, di abbattere la carica batterica o effettuare un confronto tra additivi diversi.
 

Conclusioni: le colonie batteriche, virali e micotiche possono causare sia gravi infezioni che deterioramento biologico, chimico e fisico dei materiali.
Le “potenti armi” che abbiamo a disposizione per contrastare questi fenomeni sono:
I) la pulizia, l’igiene, la disinfezione e la sanificazione delle superfici e degli ambienti;
II) il controllo delle capacità dei materiali innovativi sviluppati dalle aziende (con o senza additivi) mediante test di laboratorio, validati e accreditati.

Friday, June 5, 2020

Torniamo a parlare di sanificazione e salubrità degli ambienti perché nei prossimi mesi, per lavorare e vivere in sicurezza, sarà indispensabile conoscere ed adottare le migliori pratiche.

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